COME LAVORIAMO

I Disturbi dello Spettro autistico colpiscono in profondità le normali abilità e capacità evolutive: comportamento sociale anomalo e “ritardato”, linguaggio e comunicazione (verbale e non) inadeguate e devianti, pensiero e comportamento rigidi e con povertà di immaginazione.
Tante possono essere le possibili cause, tante le ricerche in corso, tante sono le metodologie che guidano gli interventi.

Il nostro tentativo non è unicamente rivolto alla causa e/o cause, ma alla possibilità di costruire un trattamento individualizzato, cercando un ordinato “insieme educativo-terapeutico”.

Un paziente non può essere frazionato in metodologie di intervento: l’intervento è ricomporlo e ricomporlo in modo personale e individualizzato.
Occorre costruire un insieme globale e ordinato di interventi.
Obiettivo della nostra quotidiana attività è, infatti, quello di offrirvi interventi clinico/educativi qualificati e personalizzati, nelle loro varie modalità, attraverso la competenza, la professionalità e l’indispensabile disponibilità di coloro che, a vario titolo, operano all’interno della Fondazione.

Il nostro intento è quello di trasformare la quotidianità di vita in quotidianità terapeutica, la qualità di cura in qualità di vita con l’obiettivo di sviluppare nel soggetto una consapevolezza interna che sostenga le autonomie necessarie alla gestione del mondo esterno e del loro mondo interno, preparando un “dopo di noi” basato su una qualità concreta e trasparente, costruendo un luogo di vita, un’abitazione, una attività che permettano di vivere il più possibile direttamente in prima persona: minor dipendenza, quindi minor sostituzione, nella direzione di un sostegno maggiore, destinato, a sua volta, a diminuire a vantaggio di una autonomia il più possibile consapevole.
Da qui una presa in carico globale, necessaria a condurre una vita significativa e, dove possibile, indipendente, nel tempo del “durante di noi”.

  • Lo scopo del metodo di intervento di educazione terapeutica si articola in:
  • Personalizzazione dell’intervento, privilegiando tempi, abilità e bisogni del paziente
  • Analisi del contesto, ovvero del sistema di ambiente e relazioni nel quale il paziente è inserito e vive
  • Applicazione di passaggi sequenziali, con obiettivi chiari e condivisi con la famiglia, il paziente, l’èquipe curante e le altre agenzie sociali coinvolte
  • Mantenimento: consolidare le abilità conseguite e sostenere il paziente nei momenti di difficoltà evolutiva e/o regressiva, al fine di ricostruire e recuperare le competenze precedentemente acquisite
  • Trasferibilità: la possibilità di utilizzare le abilità acquisite in ogni spazio di vita
  • Continuità, per l’intero ciclo di vita
  • Verificabilità: fa parte del metodo ed è permanente e si realizza attraverso questionari ed incontri periodici di cui rimane traccia scritta tramite una relazione periodica

Obiettivo:

Acquisire, in un percorso dalla dipendenza alla consapevolezza della propria autonomia, abilità personali e relazionali per migliorare, correggere carenze, individuare strumenti per assicurare mantenimento e trasferibilità nel tempo e nell’ambiente familiare.

L’equipe clinica della Fondazione provvede inoltre alla erogazione delle seguenti prestazioni:

Consulenza psicodiagnostica
È una procedura diagnostico-valutativa, distinta in diagnosi clinica, diagnosi educativa, valutazione funzionale del ritardo mentale e del Deficit cognitivo, valutazione del profilo psicoeducativo secondo le linee ICF, se richiesta anche la stesura iniziale di un piano di intervento e delle linee generali consigliabili per la sua realizzazione.

Diagnosi clinica
È una procedura che utilizza, come la precedente, strumenti di indagine diagnostiche e metodiche specifiche, riconosciuti dalla comunità scientifica, in ossequio e in osservanza della normativa italiana. Prevede una fase osservativi ed esplicativa, una fase valutativa, una fase interpretativo-descrittiva e una fase restitutiva. La testistica utilizzata è costantemente aggiornata.

Diagnosi educativa
Si definisce la diagnosi educativa un processo periodicamente aggiornabile, centrato sull’analisi del bisogno educativo e che prevede: rilevazione delle necessità educative; analisi degli eventi critici e dei comportamenti problematici; individuazione delle risorse.

Valutazione Dinamico Funzionale del Ritardo Mentale
La valutazione dinamico funzionale è propria dell’approccio globale. Prevede l’analisi delle abilità, competenze e prerequisiti che il soggetto possiede, finalizzata alla determinazione degli obiettivi educativi, abilitativi e riabilitativi.
Vengono somministrate le tradizionali tecniche di indagine psicometriche integrate da una valutazione dinamica, fatta da osservazioni, risposte “particolari” del paziente, modalità e resistenze personali che interagiscono con l’operatore e la prova somministrata, intervista con altre figure professionali coinvolte che sono complementari all’indagine psicometrica.   Il soggetto affetto da ritardo mentale diventa così un soggetto affetto da ritardo relazionale: questo diventa l’ostacolo più ostile da affrontare nel lavoro di recupero della loro qualità terapeutica.

Formazione per operatori
La formazione è un servizio che la Fondazione rivolge all’interno nei confronti dei propri operatori, in modo permanente e continuo e all’esterno, su richiesta.
La formazione teorica e pratica, si pone obiettivo di accrescere negli operatori la capacità di rendere visibile e autorevole l’intervento, stimola e rende valido il confronto e l’iniziativa personale. Crea inoltre negli stessi risorse e competenze in grado di sostenere meglio e più adeguatamente la loro progettualità, può migliorare la motivazione nel creare un buon clima e offrire così un servizio migliore, interviene direttamente sull’efficacia e sull’efficienza del proprio lavoro professionale.

Formazione per i genitori e i familiari
Il rapporto con le famiglie implica una collaborazione efficace che si traduce in uno scambio produttivo tra genitori ed operatori, con l’intento comune di realizzare programmi di educazione terapeutica: dalla difficoltà di comportamento nell’ambiente domestico, all’assistenza e cura di sé, all’autonomia, al tempo libero, alle vacanze, alle difficoltà della vita adulta.
La Fondazione promuove gruppi di incontro e discussione tra genitori e figure professionali coinvolte, gruppi che costruiscono una comunicazione che, per gli argomenti svolti o proposti dai genitori, diventa formazione.

Ricerca clinica
Affrontare il tema autismo, spettro autistico, disturbo pervasivo dello sviluppo, disturbo autistico, sindrome autistica, disturbo generalizzato dello sviluppo, significa implementare cultura e conoscenza scientifica.
La Fondazione si assume, a fronte della assoluta particolarità e intensità del carico di sofferenza dei pazienti e delle loro famiglie, un forte impegno di ricerca, per migliorarsi continuamente, rinnovare e costruire nuovi strumenti, strategie e proposte di intervento e di indagine clinica. Una ricerca che, non solo si domandi che cosa è l’autismo, ma in termini ugualmente e rigorosamente scientifici, si domanda quotidianamente chi è l’autistico.
La Fondazione, infine, si propone come tutore e come interlocutore verso altri enti che condividono questo intento e questa mission.

Collaborazione e lavoro in rete con altri servizi ed Enti
La Fondazione intende mantenere un elevato rapporto di collaborazione con altri servizi ed Enti coinvolti nella progettualità specifica concordata con l’utente e la famiglia. Intende mantenere un confronto costruttivo con altri erogatori di servizi e con i loro modelli di intervento e modalità di presa in carico, per offrire validi percorsi esterni e per evitare “chiusure” inutili.
Sostiene l’associazionismo familiare e l’opera del volontariato.

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